MEDITAZIONE

"Una volta una donna anziana chiese al Buddha come potesse meditare. Lui le rispose di stare attenta a ogni movimento che faceva con le mani mentre prendeva l'acqua dal pozzo, sapendo che se l'avesse fatto, presto si sarebbe trovata in quello stato di calma attenta e spaziosa che è la meditazione".

Definire cosa è la Meditazione è impresa ardua. In realtà è una pratica che sfugge ad una descrizione a parole, in quanto il suo fine è proprio l’annullamento della parola come portatrice di significati fuori dal nostro cerchio vitale. E già in queste poche parole si vede quanto sia difficile “descriverla” con degli strumenti che vuole rifuggire. Possiamo allora usare delle parole di un filosofo indiano del secolo scorso, Jiddu Krishnamurti che scriveva: “la meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là dei pensieri e dei sentimenti di ogni giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini … La meditazione — che è cessazione del pensiero — apre la porta ad una vastità che trascende ogni immaginazione o congettura; è comprensione del mondo e delle sue vie … Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l’uno deve cessare perché l’altro possa essere … La meditazione non è una continuazione o una espansione dell’esperienza, al contrario, è la completa inazione che è totale cessazione dell’esperienza; lo svuotarsi del conosciuto … Se non c’è meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza, luci e colori …”. Queste parole sono in sé contemporaneamente bellissime e scoraggianti, ma ci sono molti modi per approcciarsi alla meditazione in modo da creare un percorso di avvicinamento alla forma “pura”. Delle forme occidentalizzate di meditazione, magari spurie e invise ai maestri, ma adatti ad avvicinarsi ad una pratica così “difficile” da pensarla inizialmente impossibile.
Questo percorso lo possiamo iniziare pensando che meditare significhi CONVERSARE con noi stessi, dedicare del tempo solo a noi, prendendoci cura di noi. Dialogando con noi stessi attiveremo la relazione più importante e dimenticata: quella con il nostro sé più profondo, con la nostra vera natura incondizionata e libera dalle situazioni della vita. E solo con un’ottima relazione con noi stessi, si potranno avere buone relazioni con gli altri e realizzare i nostri sogni. Saremo così sulla via per riscoprire noi stessi, capire chi siamo, crescere, evolvere e sviluppare.
I benefici della meditazione sono innumerevoli e soprattutto sono dimostrati scientificamente!
Ecco qualche esempio:

1. Mette i muscoli al cervello

Studi in risonanza magnetica dell’Università di Harvard su un gruppo di studenti reduci da un corso di 8 settimane di meditazione hanno evidenziato un ispessimento della materia grigia (l’insieme di corpi dei neuroni presenti nell’encefalo e nel midollo spinale) nelle aree cerebrali associate con la consapevolezza del proprio corpo e con la compassione per il prossimo. Nello stesso periodo di tempo si sono registrate una diminuzione del volume dell’amigdala (una regione cerebrale associata allo stress e alla paura), e un aumento di materia grigia nella corteccia prefrontale, responsabile di alcune funzioni cognitive superiori come la concentrazione e la capacità decisionale.

2. Agisce da antinfiammatorio

Uno studio internazionale pubblicato nel 2013 e condotto da ricercatori di Wisconsin (Usa), Spagna e Francia ha dimostrato come 8 ore di intensa meditazione praticata da esperti della disciplina siano sufficienti per “spegnere” l’attività di alcuni geni legati all’origine dei processi infiammatori. Un altro studio olandese pubblicato nel 2014 ha dimostrato che la meditazione può agire sul sistema nervoso simpatico promuovendo il rilascio di sostanze antinfiammatorie e riducendo la produzione di sostanze che stimolano i processi infiammatori. Una buona notizia per chi soffre di forme di infiammazione cronica.

3. Fa alzare la temperatura corporea

Secondo uno studio dell’Università di Singapore pubblicato su PLoS ONE, praticando una particolare forma di meditazione propria dei monaci tibetani (detta g-Tummo) sarebbe possibile innalzare la propria temperatura corporea. Alcuni monaci sarebbero stati capaci di far salire il proprio termometro interno nel gelo tibetano (a -25 °C) arrivando ad asciugare le lenzuola bagnate avvolte intorno al proprio corpo.

La meditazione può favorire il rilascio, nel sangue, di ossido nitrico (una sostanza che provoca il rilassamento dei vasi sanguigni) fornendo così al sangue “tubi” più larghi in cui fluire. Ecco perché questa pratica, insieme a uno stile di vita sana e ai farmaci del caso, può aiutare chi soffre di pressione alta a ridurre l’ipertensione.

4. ... e abbassare la pressione

5. Mantiene giovani

Una sessione di meditazione al giorno… toglie il bastone di torno. Meditare può rallentare, infatti, il processo di invecchiamento cellulare. Diversi studi, tra cui un’ampia ricerca dell’Università della California di Davis, hanno dimostrato come la meditazione migliori l’attività dell’enzima telomerasi, che ricostruisce e allunga i telomeri, sequenze di DNA situate alle fine dei cromosomi. Proteggere i telomeri è fondamentale per garantire lunga vita alle cellule: quando i telomeri si accorciano sotto a una certa soglia, le cellule smettono di dividersi ed entrano in uno stato di senescenza.

6. Può essere più riposante del sonno

In uno studio condotto nel 2006, a un gruppo di studenti universitari è stato chiesto di fare un breve pisolino, meditare o guardare la TV, prima di compiere un test per verificare i loro livelli di allerta. Chi aveva meditato ha ottenuto risultati migliori del 10% rispetto a chi si era concesso una siesta.

7. È un potente antidolorifico

Le scansioni cerebrali di esperti di meditazione, confrontate con quelli di chi non pratica questa disciplina, mostrano che i primi provano – a parità di intensità di un’esperienza dolorifica – molto meno dolore dei secondi. La ragione sarebbe da ricercare nella riduzione delle connessioni cerebrali tra corteccia anteriore cingolata (associata ai sentimenti negativi che rendono il dolore fisico ancora più insopportabile) e parti della corteccia prefrontale, responsabile di gran parte delle esperienze di autoconsapevolezza corporea. Chi medita non è – quindi – immune al dolore fisico, ma ha imparato a slegarlo dalla componente emotiva, che ne peggiora l’impatto.

8. Alleata delle donne

La pratica della meditazione e di altre discipline di origine orientale come il tai chi e lo yoga può attenuare i più comuni sintomi della menopausa come le “vampate” di caldo improvviso, i disturbi dell’umore e del sonno, i dolori ossei e muscolari: è quanto rivela una revisione degli studi sul tema condotta nel 2010.

UNA PICCOLA PRATICA PER COMINCIARE?

Nella pratica è molto semplice. Siediti in un luogo tranquillo, non per forza un luogo silenzioso, l’importante è che sia un posto dove nessuno può disturbarti.
Rilassati e lascia scorrere i tuoi pensieri, accettali, accetta i rumori che ti circondano, ascolta e accetta tutto cosi com’è. Sii presente! Accogli tutti i tuoi pensieri, anche quelli inutili accettali poi lasciali andare. Sono solo pensieri.
Al cervello non piace essere inattivo quindi ti verranno in mente delle cose da fare. Anche in questo caso riconosci i tuoi pensieri, accettali e lasciali per dopo (se sono cose importanti puoi anche scriverle su un foglio e poi tornarci appena hai finito).
Provaci, le vie sono molte, trova la tua. Poi ricerca, studia, vai da qualcuno che ti possa aiutare.